Rabboni al Sana su OGM e coesistenza

(Bologna, 9 settembre 2005) - "In Emilia-Romagna una prospettiva di coesistenza tra colture convenzionali, biologiche e geneticamente modificate appare molto difficile". A dirlo è l'assessore regionale all'Agricoltura Tiberio Rabboni, nel corso del suo intervento al convegno internazionale "Coesistenza. Contaminazione, Zone OGM free: è a rischio la scelta dei consumatori?", nell'ambito del Sana, il Salone internazionale del naturale, di Bologna. L'improbabilità di uno scenario che non metterebbe al riparo consumatori e produttori dal rischio di contaminazioni è legato in parte, secondo Rabboni, alla struttura del sistema agricolo del nostro territorio caratterizzato da poderi di piccole dimensioni, da una significativa presenza di produzioni certificate, dalle tante aree naturali a tutela della biodiversità, ma anche agli alti costi di produzione che comporterebbe l'introduzione delle necessarie modalità di separazione dei prodotti OGM da quelli di produzione biologica e convenzionale. Le Regioni sono in attesa delle linee guida sulla coesistenza che il Ministero all'Agricoltura proporrà sulla base delle ricerche di uno specifico Comitato nazionale di esperti. A queste indicazioni le Regioni dovranno attenersi per la stesura dei piani di coesistenza. Le linee guida sono preannunciate per i prossimi giorni e, dal momento in cui verranno approvate, le Regioni avranno un anno di tempo per elaborare i singoli piani regionali. "La Regione Emilia-Romagna" ha detto Rabboni "si riconosce nella richiesta, avanzata da Coldiretti, di una ulteriore moratoria che rimandi l'emanazione delle linee guida e dia più tempo alla ricerca di valutare i rischi e l'applicabilità della coesistenza nelle diverse regioni italiane". "Governi e opinione pubblica procedono su binari troppo distanti", ha concluso l'assessore regionale. "A livello decisionale si considera ormai ineluttabile l'introduzione degli Ogm, mentre i cittadini esprimono forte diffidenza e preoccupazione. E' importante salvaguardare il diritto fondamentale di scelta dei consumatori e degli agricoltori e per questo la Regione valuterà a breve le possibili forme di coinvolgimento della popolazione emiliano-romagnola sul tema degli OGM". Secondo Anna Bartolini, membro dell'European Consultative Consumer Group, "l'agricoltura bio-tech non ha mantenuto nessuna promessa: non garantisce una maggiore produttività, non risponde alla domanda dei consumatori, non assicura qualità". Da parte sua Ignacio Chapela dell'Università di Berkeley (California) rincara la dose e definisce la coesistenza come "un processo molto improbabile e molto costoso". "Dal punto di vista biologico" sostiene il professore americano è la coesistenza senza contaminazioni - un concetto impossibile: " più sicuro e meno dispendioso dire no fin da subito agli OGM piuttosto che trovarci a gestirne rischi e problemi, senza veri vantaggi". Nel corso del convegno, organizzato dalla Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con l'organizzazione Consumers International, sono state portate molte esperienze da aree OGM-free e da aree di coesistenza in diverse parti del mondo: dalla Contea di Mendocino (California-USA), al Brasile, Austria, Zambia e Tailandia. Esperienze internazionali utili per studiare tutte le criticità sul campo e valutarle in vista di scelte future.


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